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mercoledì 18 gennaio 2012

Giuda

«Sono stato l'ultimo a scendere dalla nave»: bugiardo come Giuda, la menzogna l'ha ripetuta tutto il giorno davanti a taccuini e tv di mezzo mondo. Poi Francesco Schettino s'è dovuto arrendere all'evidenza delle testimonianze che lo inchiodavano, e ai carabinieri che lo accompagnavano in carcere. Ci dice qualcosa tutto ciò? Sì, ci dice tanto. Prima, però, dobbiamo soffermarci su qualcos'altro. Altrettanto grave.Per più di un'ora, sempre lui, Schettino, dagli altoparlanti ha detto a passeggeri ed equipaggio che la Costa "Concordia" avrebbe ripreso la navigazione. Il botto assordante e il buio improvviso era stato solo un «piccolo inconveniente all'impianto elettrico». Con la nave già inclinata, intanto erano tutti sui ponti ad aspettare che qualcuno desse l'ordine d'indossare il salvagente. E, quando le lance di salvataggio sono state tirate fuori, gli addetti non erano in grado di manovrarle. Attorno, risse e spintoni per contendersi i giubbotti arancioni, l'àncora di una possibile salvezza. Nel caos più totale, al buio, di notte, in un mare gelido e nero.
Le testimonianze dei passeggeri e le ricostruzioni dei giornalisti fatte a caldo sono impietose. Una città galleggiante di cinquemila persone affidata a una ciurma impreparata, senza neanche una lingua comune per comunicare, fra loro e coi passeggeri. Nelle mani di un comandante incapace. Prima Schettino avvicina la nave dove non avrebbe dovuto, per fare un misterioso «inchino», a suon di sirene, agli isolani del Giglio — più probabilmente a qualcuno in specifico. Per di più nell'area di un Parco nazionale. Poi se la dà a gambe, senza neanche curarsi che tutti gli ufficiali fossero rintracciati (il commissario di bordo è stato recuperato dalla nave trentasei ore dopo, con una gamba rotta). Coi soccorritori che fanno la spola tra nave e terraferma fino all'alba, e lui già sul molo da mezzanotte, all'asciutto. Un'infamia, non soltanto per il codice d'onore del mare.Ecco, è di fuga dalle proprie responsabilità che ci parla il comportamento del comandante Schettino. E non solo il suo, certo. Si può autorizzare la navigazione di una nave da crociera di centoquattordicimilacinquecento tonnellate di stazza senza verificare (costantemente) che uomini e strutture siano all'altezza di compiti e procedure di sicurezza? No, non si può. Nei prezzi delle crociere low cost è compresa la batteria scarica del giubbotto salvagente? Se la salvezza fosse stata più lontana di centocinquanta metri quanti altri morti avremmo dovuto contare? Anche questo andrà chiarito.

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